L’interoperabilità dei dispositivi medici è oggi un requisito fondamentale per garantire sicurezza del paziente, continuità delle cure e qualità dei dati clinici. In un ecosistema sanitario sempre più digitale e connesso, la capacità dei sistemi di scambiare informazioni in modo significativo rappresenta un pilastro della sanità moderna.
In questo scenario, HL7 (Health Level Seven) si è affermato come uno degli standard principali per lo scambio di dati clinici a livello applicativo. Dalle prime versioni HL7 fino al più recente HL7 FHIR, lo standard ha evoluto i propri modelli per facilitare integrazione, modularità e compatibilità con le tecnologie web.
Tuttavia, l’articolo evidenzia anche i limiti di HL7: implementazioni parziali da parte dei produttori, variabilità tra sistemi, mancanza di indicazioni sui livelli infrastrutturali e di sicurezza. L’interoperabilità non può quindi basarsi esclusivamente su HL7, ma richiede un approccio integrato che includa protocolli di sicurezza, governance dei dati e coordinamento normativo, anche in ottica EHDS (approfondisci qui).
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